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La visualizzazione di un profilo ICC

La visualizzazione di un profilo ICC

Quindi anche tu hai deciso di fare grafica. Hai studiato graphic design, investito una discreta somma di denaro in hardware e software, iniziato a creare qualche contatto. Hai finito di realizzare un sito semplice ma di grande effetto visivo, scegliendo meticolosamente i colori e correggendo i canali RGB anche dell’1% alla volta, pur di ottenere la sfumatura perfetta. Ti manca solamente il materiale cartaceo. Vuoi realizzare il biglietto da visita e dei volantini da lasciare in giro. Prepari i file, invii la stampa alla tipografia di cui ti fidi, ritiri il primo campione e…NOOOOOO!!!

Ecco, il colore è diverso. Quella brillantezza tanto ricercata, quella tonalità ottenuta in giorni di lavoro, con aggiustamenti pressoché maniacali non rende in stampa come a monitor, perché?

Beh, un’indizio del perché lo dovresti avere già se hai letto l’articolo su RGB e CMYK. Monitor e stampante riproducono il colore in modi molto diversi tra loro. I colori di partenza, mescolando i quali si ottengono tutte le tinte riproducibili, sono diversi. Persino i processi fisici alla base della loro formazione sono diversi e tra loro incompatibili. In che spazio colore hai prodotto la tua grafica? Scegli il CMYK, è un primo passo, ma non sufficiente.

Ma allora come faccio? La coerenza cromatica è un elemento essenziale, specialmente se ci rivolgeremo ad altri addetti ai lavori.

Iniziamo a chiarire un punto: la perfetta coerenza cromatica tra monitor e stampa – ma addirittura tra monitor e monitor – è una chimera. Ti puoi avvicinare molto alla perfezione ma, credimi, al momento il gioco non vale la candela. Avvicinarsi alla perfezione significa infatti investire capitali più che cospicui in monitor e stampanti professionali che trovano applicazioni sensate ad altissimo livello (tipografia editoriale).

Detto tutto questo, tra la perfezione e quel disastro del tuo primo campione non ci passa il mare…ma l’Oceano Pacifico! Vediamo come ridurre quel gap (attenzione: appoggiare il foglio al monitor e cercare di far assomigliare il più possibile i colori a schermo con quelli stampati NON è una soluzione plausibile).

Profilazione. Ebbene sì, a monitor e stampanti possono essere associati dei profili. Cerca su Google “profili ICC” (International Color Consortium) e leggi un pò dei materiali disponibili online sul tema o incomincia da QUESTA guida redatta da Adobe. In sintesi – e con una semplificazione estrema – si tratta di profili che vengono collegati a monitor e stampante. Avere questi due dispositivi profilati ed utilizzare uno spazio colore comune (il CMYK) risolve già una parte dei problemi. Se nel tuo stile di produzione grafica il colore è una componente importante ma non essenziale questa soluzione potrebbe già costituire un buon compromesso.

Colorimetro. Qualora invece tu debba lavorare in editoria un maggiore grado di precisione nella resa del colore tra monitor e stampa diventa fondamentale. A questo punto potresti servirti di un piccolo dispositivo, chiamato colorimetro. Esso si collega al computer, generalmente tramite USB; attraverso un software specifico il dispositivo “legge” il colore visualizzato a monitor e ricerca una sua perfetta corrispondenza con il suo corrispettivo teorico, generando un profilo ICC perfettamente fedele. In questo modo, con un buon profilo stampante fornito dal produttore ed utilizzando il corretto spazio colore, otterremo già una buona fedeltà d’immagine, con un investimento, tra dispositivo e software, di poco più di 100€.

Sei un professionista dell’editoria? Bene, in questo caso credo che questo articolo ti sia poco utile, ma inserisco un paio di informazioni anche per te. Credo che in questo momento tu stia utilizzando un monitor professionale, del costo di qualche migliaio di euro. Avrai installato i profili ICC, già di per sé molto evoluti, sviluppati dal produttore e la tua stampante sarà di altissimo livello – così come i relativi profili. Può darsi però che questo grado di precisione non sia ancora sufficiente. A questo punto ti resta solo una possibilità: investire una cifra variabile tra i 1000 e i 2000€ in un sistema completo di calibrazione professionale. Al prezzo di diverse migliaia di euro conquisterai la chimera di cui parlavamo all’inizio. I colori a monitor avranno una corrispondenza perfetta con il loro corrispettivo stampato e tu avrai il controllo più elevato e preciso su tutto il processo produttivo.

In sintesi, il perfetto controllo del colore, diversamente da ogni altro elemento che compone la grafica che produci, è un risultato ottenibile solo con grandi investimenti. Lavorare con meticolosità, fare numerose prove di stampa, cercare una tipografia vicina di cui fidarti e che lavori a qualità eccellente: queste sono indicazioni sempre valide. Non avrai la perfezione, ma ci sarai andato molto vicino. Altrimenti, studia i profili ICC, profila il monitor e la stampante, compra un colorimetro o metti a budget cospicui investimenti. Attenzione però a che il gioco valga la candela.

PS: Una piccola annotazione su colore e web. Persino nella produzione di immagini da fruire solo da web il controllo colore è problematico. Realisticamente, infatti, non avrai mai il controllo sul dispositivo su cui viene visualizzato il tuo sito. Monitor diversi visualizzano i colori in modo diverso. I monitor possono essere impostati in modo diverso da utenti diversi, perché il primo utente preferisce colori saturi e bassa luminosità mentre il secondo vuole meno saturazione e una tempesta di fotoni sulle proprie (povere) retine. Un sito web può essere visualizzato dal monitor dell’ultimo smartphone, da un CRT del 1995 come da un professionale da diverse migliaia di euro e questo, come avrai capito nell’articolo, fa molta differenza.

readfrancine romberger@mailxu.com