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Bentornati! Dopo le tante feste a cavallo di Aprile e Maggio torniamo, finalmente, a raccontarvi il nostro lavoro. Con l’ultimo articolo vi abbiamo spiegato, a modo nostro, la differenza tra immagini vettoriali e raster e vi abbiamo lasciato con la promessa di parlarvi dello spazio colore, ovvero di RGB – CMYK. Cosa vogliono dire queste due sigle? RGB sta per Red, Green, Blue. CMYK sta per Cyan, Magenta, Yellow, Key-black. Quelli appena presentati sono metodi diversi di generazione del colore. Essi non sono liberamente intercambiabili, infatti il primo metodo è associato alla produzione di immagini da fruire su dispositivi elettronici (schermi), il secondo si utilizza elaborando immagini destinate alla stampa. Come mai questa differenza? Essa dipende dal modo in cui strumenti diversi (il monitor e la stampante) riproducono il colore.

La formazione del colore nello spazio RGB

Iniziamo a parlare del monitor: tutti sapete che un monitor spento risulta di colore nero alla vista. La superficie sulla quale visualizzate testo, immagini e video è suddivisa in piccolissime cellule, dette pixel, ognuna delle quali può illuminare 3 canali, ovvero 3 colori base (Rosso, Verde e Blu, guarda caso) che possono essere mescolati in percentuali diverse. Ad esempio uno schermo che visualizza una campitura rossa avrà il canale R al 100%, gli altri canali allo 0%. Con tutti i canali illuminati al 100% otteniamo il bianco, sommatoria perfetta di rosso, verde e blu. Il metodo RGB, parte dal nero (assenza di colore) e arriva al bianco (presenza di tutti i colori). Esso lavora con la luce e con la sua gamma cromatica ed è anche detto metodo additivo proprio perché genera nuovi colori per addizione. Con le numerose combinazioni della luce in questi 3 colori si può ottenere una gamma molto ampia di possibili colori (non l’intero spettro dei colori visibili, ma una percentuale sufficiente a renderne in modo soddisfacente la grande parte).

Vediamo ora cosa succede quando vogliamo stampare la nostra grafica. Quando realizzate un documento e vi occorre una sua copia stampata, salvo eccezioni piuttosto rare, volete riprodurlo su carta bianca. Se la vostra stampante ragionasse in RGB, tenterebbe di riprodurre il bianco proiettando sul foglio una piccola goccia d’inchiostro per ogni colore, ma otterrebbe un risultato disastroso – praticamente il negativo del disegno che avevate in mente. Perché? Perché il nostro foglio non emette luce, bensì riflette o assorbe luce a seconda del proprio colore.

ALT! Ora fermatevi e pensate a quando eravate a scuola. Ricordate le tempere? Ognuno di voi aveva nel proprio corredo di Educazione Artistica tre tubetti di tempera colorata: uno blu (o meglio Ciano), uno di un rosso-bordeaux (Magenta) e uno giallo (Yellow). Per ottenere il verde come si faceva? Si prendeva un po’ di tempera gialla e un po’ di tempera blu e le si mescolava. E per fare il nero? Il nero, con i tubetti di tempera, non si riusciva ad ottenere. Infatti mescolando giallo, blu e rosso in parti uguali veniva sempre fuori un marrone scurissimo che ha un nome che ricorda più un ristorante che un colore: bistro. Per questo c’era il quarto tubetto, di colore nero. Bene, cerchiamo di capire qual’è il principio di funzionamento delle nostre tempere.

Il foglio su cui dipingiamo è, nella maggior parte dei casi, bianco. Dal paragrafo sul metodo RGB sappiamo che il bianco è il colore formato dalla somma delle luci di tutti i colori. Il foglio bianco, dunque, riflette tutto lo spettro luminoso e per questo ci appare bianco.

La formazione del colore nello spazio CMYK

Stendendo un colore sul foglio, ad esempio il rosso, noi assorbiremo di fatto tutto lo spettro luminoso dal foglio, tranne la luce rossa, che verrà riflessa dalla parte colorata e verrà percepita da noi come rossa. Stendendo il rosso abbiamo di fatto sottratto dalla somma dei colori (bianco) tutti i colori tranne il rosso. Mescolando il rosso con il giallo, noi avremo assorbito completamente il ciano, mentre avremo assorbito solo il 50% di rosso (Magenta) e il 50% di giallo (Yellow). Metà del giallo continuerà ed essere riflesso insieme a metà magenta, ottenendo una parte del foglio di color arancione. La stessa identica cosa, solo con un grado di precisione infinitamente maggiore (fino a 2400 punti ogni 2,54cm di foglio) fa la stampante. Genera punti mescolando in parti stabilite a computer gli inchiostri ciano, giallo, magenta e nero. Dipingendo a tempera, di fatto, utilizziamo il metodo CMYK. Ah già, e il “K”? Il K, l’abbiamo detto prima, è il “Key black”. E’ necessario avere il Key-black perchè sommando in parti perfettamente uguali Ciano, Magenta e Yellow non otteniamo il nero (come sarebbe logico aspettarsi), ma un marrone molto scuro. In grafica è molto importante la fedeltà dei colori. Per questo nel set di inchiostri delle stampanti è stato aggiunto il nero: per coprire la gamma di colori che la mescolanza di Cyan, Magenta e Yellow non riescono a rendere.

Per dare la massima fedeltà tra lavorazione dell’immagine a computer e sua resa in stampa è stato quindi creato uno spazio colore ad-hoc: il CMYK. Se un’immagine verrà realizzata sin dal principio utilizzando lo spazio colore CYMK, noi formuleremo i colori stabilendo, per ogni punto stampato, le percentuali di ciascun inchiostro disponibile. Di conseguenza otterremo una fedeltà del colore stampato assai più alta di quella ottenuta se stampassimo un file RGB, che verrebbe approssimativamente convertito direttamente all’interno della stampante.

Con questo articolo abbiamo affrontato un’altra caratteristica delle immagini digitali. Aprendo un’immagine ricevuta per mail o trovata su internet, con queste nozioni, potrete capire se quell’immagine sia stata prodotta per essere messa online e fruita solo da schermo oppure stampata su carta. Meglio ancora, potrete realizzare stampe fedeli di immagini e grafiche da voi prodotte, avendo il massimo del controllo sul colore ottenuto. Ci fermiamo qui, sperando di essere stati chiari. La prossima volta che parleremo di grafica affronteremo un tema annoso: la calibrazione del monitor e la corrispondenza dei colori da monitor a stampa.

hemanes mapes-mindy@mailxu.com