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accessibilitàSettimana scorsa ho affrontato il tema della SEO, di come rendere un sito internet particolarmente piacevole agli occhi freddi e rigidi di un motore di ricerca. Più ciò accade e più il sito apparirà in cima ai risultati di una ricerca che contenga le keyword che abbiamo scelto. Le tecniche di cui ho già parlato, seppure in modo sommario, sono strumenti preziosi in mano a chi realizza e ottimizza un sito per permettere al proprio cliente di raggiungere risultati di visibilità altrimenti impossibili.
Come in tutte le cose, tuttavia, anche in questo caso c’è il rovescio della medaglia che non può essere trascurato, soprattutto perchè colpirebbe una fascia più debole di utenti di internet, complicando di molto la loro esperienza di navigazione.

L’accessibilità di un sito non è altro che la misura di quanto lo stesso sia “leggibile” da parte di utenti con diversa abilità, in particolare da utenti non vedenti. Esistono dei software che permettono a queste persone di leggere i testi contenuti all’interno di un sito ed in questo modo permettono una buona comprensione degli stessi.
La SEO può rappresentare un ostacolo a questo sforzo di accessibilità universale. Bisogna esserne consapevoli e decidere il punto di equilibrio tra il rendere il sito il più facilmente leggibile dai motori di ricerca o dai portatori di diversa abilità. E’ una scelta difficile e vale la pena per lo meno sapere che il problema esiste e quali sono le tecniche potenzialmente più rischiose.

In questo articolo parlerò in particolare di tre situazioni, vediamole una alla volta.

1. Una delle tecniche della SEO riguarda lo sfruttamento dell’attributo immagine “ALT” per far aumentare la densità delle keyword all’interno del sito. Si tratta di utilizzare in modo non proprio quell’attributo per legare a tutte le immagini presenti nella pagina quella o quelle parole che abbiamo deciso essere particolarmente importanti e con le quali ci vogliamo far individuare dai motori di ricerca.
Peccato che l’attributo ALT dovrebbe servire a descrivere l’immagine e peccato che i software per i non vedenti leggono l’attributo ALT per aiutare l’utente a comprendere il contenuto del sito che sta visitando. Utilizzare questo attributo in modo così creativo, invece, si tradurrà per il nostro utente nell’ascolto della stessa parola per diverse volte, e nella non comprensione dell’immagine che quella parola dovrebbe descrivere.

2. Sempre in tema di massimizzazione della densità di una keyword, esiste un’altra tecnica, ancora più creativa. Mettiamo di dover rappresentare un elenco di prodotti, servizi o altro. Possiamo ricorrere ad un elenco puntato, mediante i comandi “UL”. Questo è il metodo più corretto e un utente non vedente avrà la possibilità di comprendere in pieno che quello è un elenco e a distinguere le singole voci dello stesso.
Ma esiste anche la possibilità di rappresentare ogni “punto” di elenco attraverso una immagine a cui attribuire una keyword secondo quanto visto nel punto precedente. Quindi: ogni punto, una immagine, ogni immagine una keyword. E la densità aumenta, i motori di ricerca ringraziano. L’utente non vedente non ci capisce più niente. Sentirà la lettura dell’attributo “ALT” seguito da una frase di cui non comprenderà facilmente il legame con ciò che viene prima e dopo.

3. Le tabelle sono elementi html sempre più in disuso, soprattutto per il loro difficile rapporto coi motori di ricerca. Chi lavora con la SEO non apprezza le tabelle, soprattutto se nidificate.
Però esistono degli attributi delle tabelle che aumentano a dismisura l’accessibilità del sito. Senza entrare troppo nel merito, i due attributi sono “CAPTION” e “SUMMARY”. Col secondo si descrive il contenuto di una tabella, col primo di attribuisce un titolo alla stessa. I software per non vedenti leggono questi attributi ed aiutano gli utenti nella lettura del sito.

A questo punto non resta che capire cosa si vuole dal proprio sito internet, a quali utenti ci rivolgiamo, quanta accessibilità vogliamo dare ai nostri contenuti. Personalmente ritengo che si debba sempre prestare attenzione a questo aspetto. Sono potenzialmente disposto a perdere qualche punto percentuale di efficacia nella visibilità di un sito creato da me, a vantaggio della possibilità di renderlo leggibile da chiunque.

E voi come vi ponete su questa questione?

brightly_kamilah marsolekciera